Non mi va !
Monologo a più voci
Uno spettacolo di Andrea Bruni con Andrea Bruni e David Pratelli
Musiche Alessandro Luchi
Quand’è stata la prima volta che abbiamo detto – Non mi va?-
Pensateci…
Quello che è certo è che lo diciamo sempre meno, le scuse e le bugie sono meno faticose
da sostenere…
Questa la domanda iniziale di uno spettacolo che cerca di mettere in luce il lato comico dei momenti tristi della vita: la difficoltà di staccarsi dalla famiglia, le nevrosi, i problemi sul lavoro, il mal d’amore, la crisi di coppia…
Un racconto in prima persona che cerca di coniugare il cabaret ed il teatro-canzone, la comicità genuina toscana ed il racconto intimista.
Il ritmo ed il sapore sonoro dello spettacolo sono a cura di Alessandro Luchi, che, oltre ad aver composto la colonna sonora originale dello spettacolo, suona chitarra , contrabbasso e sbuffa come spalla inconsapevole del protagonista…
Ad arricchire il ritmo narrativo le incursioni di David Pratelli, imitatore trasformista, che ha il compito di impersonare parenti e scocciatori che si materializzano a sorpresa: un guru imbroglione, un cugino con aspirazioni artistiche, ma anche un televisore parlante…
Lo spettacolo inizia con un errore, il chitarrista sbaglia la musica introduttiva; parte con una nenia triste e sconsolata, Bruni è costretto ad interromperlo…
-Ma cosa fai, questo non è l’inizio allegro, mi hai sciupato
l’entrata. Scusatelo è depresso, l’ha appena lasciato la moglie
spagnola, lui è il mio chitarrista Alejandro…-
Improvvisamente la chitarra esplode in un flamenco sfrenato, l’unico modo per fermarlo è fare insieme al pubblico una hola :
-Luce in sala…Siete pronti? Via! Oooh, oooh, oooh...Ooooolè! - Alejando si risveglia dalla sua trance- Grazie signori. Possiamo cominciare.Buio!-
Parte la musica della canzone Non mi va : ironico racconto in musica, che dà il senso ed il sapore a tutto quello che seguirà.
Siamo tutti attori al circo del consumismo.
Il viaggio è partito; seguirà un farsesco incontro con il Guru della suprema calma, un David Pratelli irriconoscibile ed esilarante, uno sketch che occhieggia alla commedia all’italiana , ed omaggia umilmente il gusto surreale di Achille Campanile e Stefano Benni.
Il monologo si anima di tante voci, canzoni , improvvisazioni , esperienze di vita , crescite interiori, qualche fuori programma, come l’incursione di due parenti fastidiosi, per arrivare al finale onirico e un po’ spiazzante, ma sempre ironico: l’unico confessore sincero rimane un televisore parlante…
…e se il suo schermo brillerà, prova a dire Non mi va!
Lo spettacolo si regge sulle doti istrioniche ed affabulatorie di Bruni, bravo nell’alternare la pulizia recitativa a momenti d’improvvisazione, e sull’ironia nevrotica della scrittura scenica. Un linguaggio che affonda le radici nella tradizione toscana, nella battuta pronta e schietta, ma strizza l’occhio ad una vena surreale e sarcastica .
La presenza di David Pratelli aggiunge un tocco di magia a tutta la pietanza, le sue doti di trasformista vocale e mimico sono esaltate dalle necessità del racconto, e si fondono con le caratteristiche di Bruni e le musiche di Alessandro Luchi.
Per Pratelli una prova di maturità dopo la lunga esperienza come imitatore puro, con la partecipazione a questo spettacolo riesce a dare spessore al suo indiscutibile talento.
Per Bruni un ritorno al teatro, dal quale è partito, che si porta dietro gli anni del cabaret, delle sperimentazioni televisive e delle esperienze come autore a livello nazionale.
